FERIE D’AUGUSTO
FESTIVAL DI CULTURA CLASSICA A BENE VAGIENNA
5ª edizione - Teatro Romano e spazi urbani di Bene Vagienna
dal 10 al 31 luglio 2010
L’ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA
TEATRO E LA SUA ATTIVITÀ
Istituita nel 1985 l’Associazione
Piemonte Danza Musica Teatro, presieduta e diretta da Girolamo Angione, opera
nei settori della danza del teatro e della musica attivando spesso le proprie
iniziative in territori e spazi disattesi dal mondo della cultura in cui crea
stimoli e motivazioni per successivi sviluppi di iniziative autonome.
Primo impegno dell’Associazione è stato
quello di proseguire le attività del “Teatro della tradizione popolare”,
meritevole della riscoperta e riproposta del Gelindo e di altri testi della tradizione piemontese. Poi, in una
instancabile azione di promozione culturale, si sono succedute l’epica stagione delle “iniziative di arte musica
e spettacoli per chiese, castelli e palazzi del Suol d’Aleramo”, ossia il
Monferrato casalese e alessandrino, che annovera la pluridecennale
rassegna estiva de La musica a Crea,
prima nella Basilica e poi nel giardini della villa del Vescovo, sul sagrato
del Santuario o negli spazi del Sacro Monte; Natale in musica a Solonghello, concerti e animazioni in chiesa e
nel Piccolo Teatro di Solonghello; i Concerti
d’autunno a Vignale Monferrato; Piemonte
in festa - spettacolo itinerante interdisciplinare di danza musica prosa e
poesia su storia, leggende folklore e personaggi del Piemonte; dal 1989 al 1993
lo Spazio Musica al Forte di Exilles,
rassegna ospitata nei mesi di luglio e agosto nella cappella del forte
valsusino; dall’88 i Concerti di
Primavera, a cura di Ingrid Silic e Silvana Moyso. Dal 1992 a oggi le
stagioni concertistiche sono confluite al teatro Alfieri, in una più organica
manifestazione denominata I concerti del
pomeriggio che ha programmato oltre trecento concerti sempre in un clima di
significativo riscontro da parte del pubblico e di attenzione della critica e
in proiezione verso importanti traguardi.
Nel
2006, in occasione del proprio ventennale, l’Associazione ha accolto di buon
grado l’invito dell’Amministrazione Comunale di Bene Vagienna e l’opportunità
di organizzare, in collaborazione con altre realtà teatrali qualificate della
nostra Regione, il nuovo Festival di
Cultura Classica Ferie d’Augusto nel
sito archeologico di Bene Vagienna, affidandone la direzione artistica ad
una storica personalità del mondo dello spettacolo come Ugo Gregoretti.
BREVE STORIA DEL FESTIVAL
Dopo
una prima edizione 2006 quasi sperimentale, nel
2007, grazie al sostegno delle Fondazioni bancarie cittadine unito al
contributo della Regione, il Festival ha conosciuto un primo exploit proponendo
7 spettacoli per 12 repliche; in cartellone, opere di Euripide, Seneca, Plauto,
Platone ed Omero, interpretate tra gli altri da Piero Nuti e Adriana Innocenti,
Flavio Bucci, il coreografo Robert North e i giovani della Junior Company
Teatro Nuovo.
Nella terza edizione 2008 il Festival ha avuto ancora
un’ottima accoglienza, in particolare con l’inatteso successo delle proposte
più raffinate e “di nicchia”, quali il Processo
a Socrate e Le metamorfosi di
Ovidio proposti nella raccolta dimensione della Cascina Ellena.
La quarta edizione
2009 per unanime giudizio di pubblico, amministratori e operatori ha segnato la
definitiva affermazione del Festival per la qualità del cartellone, ricco di
ben nove titoli per un totale di 20 repliche; per i nuovi spazi nel cuore della
città dell’ex Chiesa dei Cappuccini e di Palazzo Lucerna di Rorà, finalizzati a
radicare sempre di più il Festival nel tessuto urbano e di amplificare la
specificità del suo disegno e delle sue proposte su tutto il territorio
regionale e nazionale; per la sua capacità di fare sinergia con le realtà
associative presenti sul territorio e, in particolare per la nuova e ampia
collaborazione con l’Associazione Terre dei Savoia che nella propria attività
di promozione del territorio ha gemellato “Le Ferie di Augusto” con il Festival
del Regio al Castello di Racconigi, come un viaggio di emozioni dall’antica
Roma alla Residenza estiva dell’ultimo Re d’Italia.
LE SEDI DEL FESTIVAL
Motivo ispiratore e necessitante
del Festival Ferie di Augusto è
quello di far vivere il fascino e l’originalità di un sito archeologico
attraverso eventi e spettacoli ispirati al passato classico: Teatro antico in
un Teatro antico. Una corrispondenza ovviamente non casuale, ma che sembra
premiare, per una volta, un necessario ma non scontato sforzo di coerenza: fare
la cosa giusta nel posto giusto.
Il sito archeologico di Bene Vagienna, posto a pochi
chilometri dal Centro urbano, in località
Roncaglia all’interno del Parco
Archeologico, si sviluppa in due poli deputati: il Teatro romano e la
Cascina Ellena, che sorge sui resti dell’anfiteatro, in parte ben visibile, e
ne porta le tracce nei muri.
- Il Teatro
romano, costituisce il reperto archeologico più rilevante di tutta l’area,
considerata tra più importanti siti archeologici del territorio piemontese. Il
Teatro è reso straordinariamente affascinante anche dalla suggestiva illuminazione
notturna di fiaccole e candele che accoglie il pubblico del Festival. La
Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, proprio quest’anno, ha
completamente ricostruito il palcoscenico del Teatro dotandolo di nuovi
accorgimenti tecnici che ne migliorano la funzionalità e ha ristrutturato tutta
l’area di accesso: un significativo investimento per il futuro del sito e per
il radicamento e lo sviluppo del Festival di Cultura Classica in quella sede.
- Cascina Ellena,
sorge sul perimetro dell’Anfiteatro
romano ed è un’antica costruzione rurale, in gran parte realizzata nel tempo
con le pietre emergenti dalle rovine classiche. Ben ristrutturata è adibita a
foresteria e centro d’incontro e accoglienza per studiosi e turisti. Gli
spettacoli si svolgono in un suggestivo salone con mattoni a vista, affacciato
sulla campagna. La cascina si presta anche ad accogliere incontri e stage
offrendo la possibilità di riunire in un’unica sede sia le attività didattiche
e di formazione che gli spazi destinati all’ospitalità dei partecipanti.
- Museo Archeologico, sale e cortile, ha sede nel centro di Bene
Vagienna nel pregevole Palazzo Lucerna di Rorà, già Oreglia di Novello. Riplasmato fra il 1600 e il 1700
su una preesistente struttura medioevale, dopo aver ospitato il Generale
Bonaparte durante la campagna d’Italia, il Palazzo subì lavori di restauro nel
corso dell’Ottocento e dall’inizio del Novecento è sede del "Museo
Archeologico", e ospita nelle sue sale i reperti romani raccolti negli scavi effettuati nell’area romana dell’Augusta
Bagiennorum. Gli spazi del Museo si
aggiungono e si integrano dunque perfettamente a quelli del sito archeologico
per ospitare durante il Festival manifestazioni e laboratori pensati per coinvolgere gli spettatori in un ideale
“scavo in corso” permanente, vivo e spettacolare, da cui sorprendentemente
tornano alla luce antichi reperti dei generi più diversi, architettonici o
poetici, letterari o teatrali, ma tutti insieme, nella stessa vitale sinergia
in cui coesistevano in epoca antica.
- Ex Chiesa dei Cappuccini, collocata nel
centro storico medievale e barocco, tra tanti elementi del patrimonio storico ed architettonico della
città, offre il vantaggio di dare una immediata visibilità alle manifestazioni
del Festival, contribuendo a radicarne l’immagine su tutto il territorio e
l’interesse fra i suoi fruitori locali. La ex-Chiesa dei Cappuccini è una
costruzione a pianta rettangolare che risale alla metà del ‘600. Chiusa al
culto da anni e trasferiti altrove i pregevoli arredi, ora si presta
perfettamente alla sua nuova destinazione di sala per spettacoli a moduli
variabili. E’ spazio affidato dalla città di Bene Vagienna in convenzione
all’Associazione Piemonte DMT e al Festival.
- Casa Ravera e Chiesa dei Battuti. Merita segnalare anche la
fruibilità di spazi a disposizione del Festival il, il cortile di Casa Ravera
il cui restauro si è appena concluso, nonché lo Spazio Museale della Chiesa dei
Battuti aperto specificamente con le sue Mostre e i tesori di Arte Sacra anche
in occasione delle manifestazioni del Festival.
IL
PROGRAMMA DELLA QUINTA EDIZIONE 2010
Le linee progettuali
Il
Festival di Cultura Classica Ferie di
Augusto a Bene Vagienna si svolgerà quest’anno dal 10 al 31 luglio sia nel
sito archeologico romano dell’Augusta Bagienorum sia in alcuni spazi storici e
artistici nel cuore di Bene Vagienna.
Coordinato da Girolamo Angione e affidato alla prestigiosa
Direzione Artistica di Ugo Gregoretti, il Festival, nato cinque anni fa dal talento di Gian
Mesturino che delle Ferie di Augusto in veste classica è stato il primo e
convinto ideatore, è realizzato in collaborazione con due qualificate realtà artistiche e
culturali piemontesi: la Fondazione Teatro Nuovo con il Festival Internazionale
Vignaledanza, e il Teatro Stabile
Privato di Pubblico Interesse Torino Spettacoli con il Festival di Cultura classica, convenzionati con il Comune di Bene
Vagienna dai tempi dell’Amministrazione del Sindaco Sergio Gazzera.
La finalità progettuale e operativa del Festival è la valorizzazione
della cultura teatrale, con attenzione specifica alla divulgazione di autori e
temi classici e all’integrazione tra quel meraviglioso luogo che è il sito
archeologico di Bene Vagienna e la proposta spettacolare. Il programma del
Festival, compatto nella concentrazione temporale degli eventi, comprende,
oltre a eventi prodotti e coprodotti, prestigiose ospitalità, a comporre un
quadro culturale coeso nelle linee artistico-culturali che favorisce
l’integrazione tra le arti e i diversi linguaggi espressivi dello spettacolo
dal vivo.
Il suggestivo contesto ambientale di Bene Vagienna -
sempre di più vera e propria Città d’arte - apre al Festival i suoi spazi
storici e artistici: non solo il Teatro romano e la Cascina Ellena, in parte
edificata sui ruderi dell’antico anfiteatro che insistono entrambi sull’area
archeologica; ma anche la Ex-chiesa dei Cappuccini, fatiscente e affascinante
al tempo stesso, che ridiventa luogo di comunione per la gente; e i cortili
recentemente restaurati del Palazzo Lucerna di Rorà e di Palazzo Ravera.
Grazie a questa ricchezza di spazi, l’edizione 2010 del
Festival propone un ricco cartellone di otto titoli e una kermesse-laboratorio con due produzioni del Festival e sei
ospitalità per un totale di dodici repliche, con quattro prime nazionali
assolute, concentrate appunto tra il 10 e il 31 luglio.
Motivazione
delle scelte
I tre titoli proposti al Teatro Romano (Lisistrata,
Il soldato fanfarone ed Elettra), se
da una parte offrono l’occasione di una felice carrellata tra alcuni dei
capolavori assoluti della commedia antica, nella duplice accezione
aristofanesca e plautina, dall’altra, consentono una vertiginosa incursione
nella modernità del tragico con l’Elettra
di Marguerite Yourcenar; una scelta di proposte che, per varietà di stili,
rappresenta efficacemente anche la silloge di antico e moderno che è cifra
connotativa della manifestazione.
Di particolare rilievo anche gli spettacoli presentati
nel suggestivo spazio teatrale dell’Ex
Chiesa dei Cappuccini: tre spettacoli che si segnalano per il notevole
valore culturale delle proposte e per la qualità dell’interpretazione; I persiani di Eschilo nella classica
interpretazione di Adriana Innocenti; Storie
di amori e di abbandoni: Didone e Margherita Gautier che ripropone, in
un’unica scrittura teatrale, i grandi amori di due donne entrambe abbandonate;
e Il sogno di Ipazia attualissima
rivisitazione teatrale della figura della donna che è divenuta un simbolo della
cultura umanista e libertaria di
tutti i tempi.
La Cascina Ellena dell’anfiteatro ospita il consueto appuntamento
inteso a valorizzare e divulgare i valori etici che il mondo classico ci
tramanda: Il Processo per Magia dalla
celebre Apologia di Apuleio
intramontabile orazione in difesa del libero pensiero contro l’ignoranza e la
superstizione affidato ancora all’interpretazione di Piero Nuti dopo il
triennale successo del Processo a Socrate.
Assai interessante anche la doppia proposta ospitata
nell’insolito spazio di Palazzo Lucerna di Rorà: i Dialoghi con
Leucò di Cesare Pavese, omaggio all’opera che meglio esprime l’esistenziale
consapevolezza della imprescindibile appartenenza all’esperienza del mito
antico; e poi l’invenzione più originale di questa edizione del
Festival, Uno scavo nel Museo, Archeo-matatona teatral-letteraria nelle
sale di Palazzo Lucerna di Rorà: una kermesse di due giorni con orario
continuato dalla mattina
alla notte in cui il cortile, gli scaloni e le sale del
Museo Archeologico saranno gli inconsueti palcoscenici per un vero e proprio
caleidoscopio di eventi tra poesia, teatro, filosofia, arte e archeologia, in
un vero e proprio certamen di cultura
classica.
Sotto la guida artistica di Ugo
Gregoretti e di Girolamo Angione, si sviluppa dunque un progetto culturale
integrato e compatto - valido anche sul piano del turismo culturale - che offre
l’opportunità di rivivere a più livelli e con prospettive di grande interesse e
originalità il repertorio classico, proponendo un percorso coerente che unisce
al rigore dei contenuti una grande varietà di linguaggi e un vivo richiamo
spettacolare; un progetto ricco e qualificato che muove dai capolavori del
teatro antico per aprirsi coraggiosamente agli autori contemporanei capaci di
affermare con forza il legame profondo che unisce il mondo classico ai nostri
giorni.
Come e più che in passato, il
Festival propone quest’anno una ricca partecipazione di compagnie nazionali e
una nutrita schiera di interpreti di grande visibilità e di indiscusso valore:
Adriana Innocenti e Piero Nuti, quasi dei testimonial di una carriera dedicata
al grande teatro e a quello classico in particolare; e poi Mario Acampa,
Patrizia Pozzi, Eugenio Gradabosco, Silvia Berbero e i tanti altri validi
interpreti degli spettacoli del Festival; senza dimenticare, naturalmente, Debora
Caprioglio, ideale personificazione di Lisistrata, che sarà la spumeggiante
protagonista dello spettacolo inaugurale del festival.
Sinergie
artistiche, culturali, organizzative e promozionali
La quinta
edizione 2010 delle Ferie di Augusto
si segnala, inoltre, per l’impegno inteso a creare intorno al Festival una rete
di sinergie con analoghe manifestazioni attive sul piano nazionale: da
quest’anno il Festival e il teatro romano di Bene Vagienna entreranno a far
parte della rete di quasi quaranta aree antiche e monumentali - dalla Toscana
al Lazio alla Campania, dalla Basilicata alla Calabria alla Sicilia – riunite
nel progetto culturale dei Teatri di Pietra. Di particolare rilievo anche il
collegamento con il Plautus Festival di Sarsina che celebra quest’anno il suo
cinquantenario e rappresenta uno dei più antichi e prestigiosi festival
italiani di teatro classico; infine si è avviata una proficua collaborazione
anche con TAU/Teatri Antichi Uniti, la rassegna di teatro classico antico
promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione
Marche, e dall’Amat, Associazione Marchigiana Attività Teatrali.
Proseguono e si rinsaldano di
anno in anno le collaborazioni con l’Associazione Le terre dei Savoia e, sul piano culturale, con l’Università degli
Studi di Torino – Dipartimento di Filologia Classica; Museo Nazionale del
Cinema di Torino; Associazione Amici di Bene con attività di scambi culturali,
promozione e diffusione; Associazione Raccontar Bene con sostegno ai gruppi di
turismo-teatrale; Associazioni per la Protezione Civile e Ex Alpini
(collaborazione alla logistica).
Promozione del turismo culturale.
Quella
che il Festival realizza, è una attenta operazione di promozione del turismo
culturale, che offre, accanto agli spettacoli, molteplici occasioni di scoperta
del patrimonio artistico e storico del territorio, unite a proposte
enogastronomiche ed agrituristiche. Dal 2009 si è stabilita anche una proficua ed efficace
collaborazione con GTT il Gruppo Trasporti Torinesi che ha permesso di
realizzare alcune vere e proprie “gite teatrali” di grande successo da Torino a
Bene Vagienna, con visita alla città, cena in agriturismo e spettacolo al
Teatro Romano, dando piena operatività all’impegno di mettere in atto, oltre a
un’integrazione consapevole dei servizi, una ricca offerta di collegamenti di
significato turistico.
Il
Festival per i giovani e la scuola
A suggello e completamento del progetto produttivo del
Festival si rinnova anche nel 2010 il Laboratorio teatrale interdisciplinare
articolato quest’anno per master-class e affidato di volta in volta ad alcune
delle personalità che saranno in scena nel cartellone del Festival: da Adriana
Innocenti a Piero Nuti, da Mario Acampa a Silvia Barbero a Patrizia Pozzi, con
l’autorevole partecipazione del Prof. Pier Paolo Fornaro.
Il Laboratorio, concepito come ulteriore momento di
dialogo tra le arti, è rivolto alle giovani promesse del teatro ed finalizzato
anche al loro inserimento nelle future produzioni del Festival. Un laboratorio
da vivere integralmente “nel Festival e intorno al Festival”, realizzato a
diretto contatto con i protagonisti e le produzioni del festival.
Questo laboratorio non resta però limitato alla durata del
festival ma deve essere considerato come momento fondamentale per la creazione
di una effettiva sinergia tra teatro e scuola finalizzata a realizzare, durante
tutto l’anno nelle scuole del Territorio Benese e della Provincia di Cuneo, una
serie di incontri-spettacolo - offerti a titolo completamente gratuito - con la
diretta partecipazione degli attori e dei registi che danno vita agli
spettacoli del Festival e con il supporto di materiale video registrato e/o di
scene recitate dal vivo.
Dunque
un progetto proiettato nel futuro per diventare laboratorio itinerante sul
territorio cittadino e regionale che “metta in scena” non solo qualificati
spettacoli di autori classici, ma anche e soprattutto tutto il processo di
ricostruzione storica letteraria, civile e sociale necessario alla preparazione
dell’allestimento.
Biglietti, abbonamenti e agevolazioni
per giovani, anziani e utenti svantaggiati. Come per le precedenti edizioni l’accesso al Festival è
libero a tutti fino ad esaurimento posti. Si accede agli spettacoli tramite
biglietti a pagamento, che possono essere prenotati anticipatamente presso i
punti di prenotazione e di promozione del Territorio, oppure acquistati
direttamente la sera dello spettacolo stesso.
Il
progetto prevede sia biglietti singoli che agevoli forme di abbonamento a tre
spettacoli a scelta.
In tutti e due i casi sono previste
formule di riduzioni per agevolare i giovani, gli anziani e tutte le categorie
di possibili fruitori, con particolare attenzione per le fasce di utenti svantaggiati. Un rilevante impegno
è anche decicato a conquistare nuove categorie di pubblico agli spettacoli,
specialmente quelle che vengono raccolte nel territorio, raramente coinvolto
nella fruizione dello spettacolo e della cultura o addirittura emarginati dal
consumo culturale per le mutate condizioni economiche/sociali o per mancanza di
promozione e preparazione. In questo caso vengono approntate speciali forme di
accesso a prezzi simbolici, anche come primo avvio al teatro.
sabato 10 luglio ore 21,30 – Teatro
Romano Inaugurazione del Festival
ArcheoCabaret tra nuvole e rane dalle commedie di Aristofane – regia Stefano Artissuch
con
Stefano Artissuch Angelo Maresca, Stefano
Tosoni e Gian Paolo Valentini
domenica 11 luglio
ore 11 e ore 16 - Museo di Palazzo Lucerna di Rorà prima assoluta
Silvia
Barbero
con Diego Casalis,
Mario Acampa, Matteo Anselmi, Valentina Battistone, Elena Soffiato, Lara
Cortese
PIEMONTE DANZA
MUSICA TEATRO
da
Apuleio di Madaura – scritto,
interpretato e diretto da Piero
Nuti
con
Silvia Barbero, Gabriele Goria
COMPAGNIA TORINO
SPETTACOLI
Adriana Innocenti, Piero Nuti
I PERSIANI
di Eschilo - regia Adriana
Innocenti
con Gabriele Goria,
Matteo Anselmi
PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
Mario
Acampa
IL
SOLDATO FANFARONE
di
Tito Maccio Plauto – nuova edizione di Gian
Mesturino e Girolamo Angione
musiche Bruno Coli – coreografia Ekaterina Savina
con
Diego Casalis, Silvia Barbero, Eugenio Gradabosco, Matteo Anselmi, Giuseppe
Raimondo Denise Consiglio, Elena Soffiato
COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI
di Massimo Vincenti – regia di Carlo Emilio Lerici
voce fuori campo Stefano Molinari, musiche Francesco Verdinelli
TEATRO BELLI
di
Marguerite Yourcenar – impianto scenico e
regia Girolamo Angione
con Patrizia Pozzi,
Diego Casalis, Mario Acampa, Eugenio Gradabosco, Barbara Cinquatti,
Matteo Anselmi
COMPAGNIA TORINO SPETTACOLI
Venerdì
30 e sabato 31 ininterrottamente dalle 10 alle 24 – Palazzo Lucerna di Rorà
Mario
Acampa
UNO
SCAVO NEL MUSEO
ossia Archeo-matatona
teatral-letteraria nelle sale di Palazzo Lucerna di Rorà
a cura di Mario Acampa
con pittori, scultori, attori, musicisti,
mimi e oratori e tanti ospiti a sorpresa
PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
Ex chiesa dei Cappuccini
dalle ore 16 alle 19
LABORATORI
TEATRALI DEL FESTIVAL
Stages di Recitazione Improvvisazione, lettura critica e
allestimento scenico
con i protagonisti del Festival: Piero Nuti, Silvia Barbero, Mario
Acampa, Patrizia Pozzi
e con la
partecipazione
di Pierpaolo Fornaro e Girolamo Angione
mercoledì
14
Venerdì 16
L’APOLOGIA DELLA DIFESA I PERSIANI TRA
MITO E STORIA
domenica
18 Domenica 25
LE FATICHE DEL
CONQUISTATORE I VOLTI
DI ELETTRA
PRESENTAZIONE DEGLI
SPETTACOLI
sabato 10 luglio ore 21,30
– Teatro Romano Inaugurazione del Festival
ArcheoCabaret
tra nuvole e rane dalle commedie di Aristofane – regia Stefano Artissuch
con Stefano
Artissuch Angelo Maresca, Stefano Tosoni e
Gian Paolo Valentini
Attrice sensuale e brillante ad un tempo, Debora
Caprioglio è con ogni evidenza un’interprete perfetta per Lisistrata,
personaggio godibilissimo per arguzia e simpatia.
Lo
spettacolo filo conduttore di Lisistrata che con lo stratagemma dello sciopero
del sesso costringe i guerrieri spartani ed ateniesi a trattare la pace per
porre fine alla guerra del Peloponneso.
Infatti
la grandezza di Aristofane, autore che contesta facendo nomi e cognomi, è
quella di tradurre in commedia la realtà che lo circonda analizzandola e
colorandola di fantasia per parlare di conflitti, ingiustizia, potere,
corruzione. Potere, sesso, soldi e politica, motori forti di qualsiasi civiltà
umana, in Aristofane vengono sbeffeggiati e derisi, criticati, analizzati e
smontati attraverso l'onirico, la fantasia e il rovesciamento della realtà.
domenica
11 luglio ore 16 e ore 19 – Museo di Palazzo Lucerna di Rorà
con Mario Acampa,
Diego Casalis, Matteo Anselmi, Valentina Battistone, Elena Soffiato, Lara
Cortese
Pavese
ci guida in quest’opera alla ricerca, o meglio ancora alla riscoperta di quel
sostrato culturale comune, irrinunciabile e costitutivo, che è il mito. Un mito
che, seppur storicamente proprio di un'epoca ormai tramontata, ci appartiene
ancora in maniera viscerale nella misura in cui sublima ed eternizza le angosce
e le esperienze più intime dell’uomo, antico e moderno.
da
Apuleio di Madaura – scritto,
interpretato e diretto da Piero
Nuti
con Silvia Barbero,
Matteo Anselmi
COMPAGNIA TORINO
SPETTACOLI
Apuleio di Madaura
non è solo il celebre autore delle Metamorfosi,
noto anche come L’asino d’oro; la sua
è soprattutto una figura, estremamente moderna, d’interprete esemplare della
società e
della cultura del
proprio tempo. Apuleio fu soprattutto una figura d’intellettuale pubblico,
quasi un moderno “opinion leader” ed ebbe larga fama come brillante e ricercato
conferenziere. In questo contesto si colloca l’episodio più clamoroso della sua
vita: il processo intentatogli dai parenti di una ricca vedova, Pudentilla, con
l’accusa d’averla indotta al matrimonio con la magia, per impadronirsi della
dote. Per tutta risposta, Apuleio scrisse una sofisticata autodifesa, l’Apologia
(o Pro se de magia liber) che
è un campionario di tutti gli stili retorici e che, pronunciata tra il 125 ve
il 128 d.C., gli valse la piena assoluzione dall’accusa. Il più avvincente e
mondano caso di cronaca dell’antichità, divenuto un altrettanto celebre caso
giudiziario, ritorna così sulle scene nella forma del teatro didattico per
divulgare presso i giovani d’oggi il mondo etico e civile dell’antichità.
Adriana Innocenti
Piero Nuti
I PERSIANI prima
assoluta
di Eschilo - regia Adriana
Innocenti
con Gabriele Goria, Matteo Anselmi
PIEMONTE DANZA MUSICA
TEATRO
E'
la tragedia più antica pervenutaci intera. L'evento storico, e non il mito,
percorre la tragedia: la battaglia di Salamina che nel 480 segnò la disfatta
della flotta persiana opposta alle navi dei Greci. Tra i vittoriosi combattenti
ateniesi che erano sopravvissuti, c'era un uomo di 45 anni considerato dai
Greci uno straordinario guerriero, Eschilo, che otto anni dopo la battaglia
scrisse e rappresentò in Atene la sua tragedia I Persiani, testo di significato
universale. C'è, nei Persiani, un elemento
nuovo: la focalizzazione dell'autore nei confronti degli avvenimenti si esprime
mediante la pietà. Eschilo compone un'opera in cui più che al profittarsi del
nemico sconfitto assistiamo alla condanna della guerra vista in sé come fonte
di barbarie, lungi da ogni visione di gloria e logica di conquista.
Mario
Acampa
IL
SOLDATO FANFARONE prima
assoluta
di
Tito Maccio Plauto – adattamento e regia
Girolamo Angione
musiche Bruno Coli – maestro di canto Paolo Zaltron - coreografia Ekaterina Savina
con
Diego Casalis, Silvia Barbero, Eugenio Gradabosco, Matteo Anselmi, Valentina
Battistone, Denise Consiglio, Giuseppe Raimondo
COMPAGNIA TORINO
SPETTACOLI
Tutto
in Plauto è moderno: la comicità di situazione, l’invenzione linguistica, il
contributo della musica, la modernissima lezione della contaminatio: mettere in scena Plauto vuol dire tornare alle radici
della comicità e, nello stesso tempo, metterne a frutto gli esiti più attuali.
In questa prospettiva, abbiamo scelto di collocare la vicenda nella città in
costruzione d’una provincia romana appena colonizzata: oggi è Augusta
Bagennorum, domani sarà Augusta Taurinorum e poi chissà... I Romani sono appena
arrivati ma la fanno da padroni e sulla scena, a colpo d’occhio, la
monumentalità di marmi e capitelli si sovrappone a steccati e pollai di matrice
contadina in una divertente e precaria contaminazione di stili di vita e di
cultura. Il Miles, campione di tracotanza “romanesca”, non lega affatto col
carattere dei locali che, dunque, sono ben lieti di collaborare alla buona
riuscita della beffa che un simpatico servo – napoletano – ordisce ai suoi
danni. In questo crogiolo di genti e di esperienze, tra soldati veneti e
romani, servi napoletani e contadini piemontesi, le sfumature dialettali
giocano un ruolo di spassosa comicità; e, per certi versi, chiudono un cerchio,
riconoscendo in Plauto l’archetipo di quella straordinaria stagione di teatro
popolare che fu la Commedia dell’Arte.
di Massimo Vincenti – regia di Carlo Emilio Lerici
voce fuori campo di Stefano Molinari, musiche di Francesco Verdinelli
COMPAGNIA TEATRO
BELLI in collaborazione con DIRITTO
& ROVESCIO e OPERE FESTIVAL 2009
Dopo
secoli di colpevole silenzio, la figura di Ipazia torna oggi prepotentemente
alla ribalta. Filosofa, astronoma e matematica pagana vissuta ad Alessandria
d’Egitto a cavallo tra 300 e 400, Ipazia è divenuta donna-simbolo per
generazioni di donne, amatissima dal pensiero femminista non solo per il
pensiero filosofico e scientifico, ma soprattutto per aver incarnato libertà e
autonomia di pensiero in forme - possiamo dire oggi - moderne. Ma proprio per
questo fu perseguitata e uccisa dai cristiani e per questo è diventata una
figura simbolo nella cultura umanista e libertaria di tutti i tempi. Lo
spettacolo racconta l'ultimo giorno della sua vita. Dal suo risveglio al
mattino, seguito dall'uscita di casa per recarsi alla sua scuola, sino
all'aggressione e alla morte. Aggredita per strada, Ipazia fu scarnificata con
conchiglie affilate, smembrata e bruciata. Il governatore Oreste denunciò il
fatto a Roma, ma Cirillo dichiarò che Ipazia era sana e salva ad Atene. Dopo
un’inchiesta, il caso venne archiviato «per
mancanza di testimoni».
TEATRO BELLI
Due donne, due grandi amori, entrambe
abbandonate. Sono Didone e Margherita Gautier.
Questi due atti unici di Roberto Lerici
vengono riproposti insieme, ricollegando in un'unica scrittura teatrale le
affinità che caratterizzano le storie di questi due personaggi.
“Didone come
statua dissepolta, reperto affiorato intatto coi suoi frammenti di versi
virgiliani, idea della regalità intangibile, e immagine violata e demolita per
un’incauta concessione al troppo umano. Didone come Assoluto del sentimento
deluso e violenza oltre la ragione, lo stato, il potere, la dignità, e tutto
per essere inutilmente persuasiva.
Margherita
Gautier come personaggio e interprete, anch'ella reperto rimasto intatto,
cristallizzato fra le tavole e i tendaggi di un palcoscenico, coi suoi
frammenti di teatro, romanzo, melodramma, idea di una condizione teatrale
quotidiana, ed immagine disperata della "necessità" di portare sino
in fondo il proprio ruolo..
Didone e
Margherita come metafora di una separazione più radicale e catastrofica.
In verità
nessuno ha mai amato nessuno, se non l'immagine di se stesso, da disegnare e
ridisegnare negli occhi altrui, a costo di morire argomentando di città da
fondare e di roghi visibili dal mare in cui bruciare per dispetto, o
semplicemente morendo, perchè necessario.
Ma si prega
di leggere solo l'immagine totale, il senso se c'è, è in se stessa, e la
ragione è al margine.”
(Roberto Lerici)
di
Marguerite Yourcenar – impianto scenico e
regia Girolamo Angione
con Mario Acampa,
Eugenio Gradabosco, Matteo Anselmi, Diego Casalis, Barbara Cinquatti
COMPAGNIA TORINO
SPETTACOLI
Un’estrema, pur minima variazione del mito ripropone il dramma antico in forma di aggravata e nuovissima tragedia. Qualcuno dei personaggi però forse sa, e la verità alla fine emerge spaventosa e va ben oltre la desolazione morale della più amara delle Elettre, quella di Euripide. Il tragico si fa moderno e diviene - fino alla speculazione freudiana che ne fissa il significato per tutto il novecento – evento d’oscura interiorità, mito dissolutore d’ogni innocenza. L’agire di tutti i personaggi è nel dramma novecentesco della Yourcenar, con varia consapevolezza, carico di colpa. Il vizio può rivelarsi un’attenuante e confinare quasi con le umane doti della pazienza e della tolleranza; il rigore giustiziero appare invece spietatezza civica e l’innocenza autoinganno. Ognuno ha qui, dentro di sé il suo inferno.
venerdì 30 e sabato
31 luglio ininterrottamente dall ore 10 alle ore 24
Cortile e sale di
Palazzo Lucerna di Rorà
Mario
Acampa
UNO
SCAVO NEL MUSEO
ossia Archeo-matatona
teatral-letteraria nelle sale di Palazzo Lucerna di Rorà
a cura di Mario Acampa con attori, musicisti, mimi e oratori e ospiti a sorpresa
Questa
originale kermesse-laboratorio ideata per il quinto festival di cultura classica,
rappresenta per tutti un’occasione per avvicinarsi al mondo classico e consiste
in una vera e propria maratona aperta a ingresso libero a tutta la popolazione,
in orario continuato dalla mattina alla notte. Il cortile, gli scaloni e le
sale espositive saranno gli inconsueti palcoscenici per un vero e proprio certamen di cultura che, muovendo dai
cimeli di Augusta Bagiennorum custoditi nel Museo, si apre al patrimonio
classico di tutta l’antichità greca e romana, attraverso proposte,
sollecitazioni e provocazioni visive, letterarie, spettacolari ed artistiche in
senso lato. Uno scavo ideale nella memoria e nell’immaginario collettivo in cui
ciascuno possa ritrovare un “reperto” della propria personale “archeologia
classica”: dalle reminiscenza scolastiche alle esperienze vissute a teatro, al
cinema, in televisione, attraverso qualsiasi prodotto ispirato al mondo antico
delle nostre radici.
Pensato per coinvolgere spettatori provenienti da ogni
esperienza culturale in un ideale “scavo in corso” da cui tornano alla luce
antichi reperti dei generi più diversi,
questo happening costituirà il nucleo iniziale del lavoro che tutta l’équipe
del Festival svilupperà poi nel corso dell’anno scolastico 2010-11 con le
Scuole che lo richiederanno.
domenica 11, mercoledì 14, venerdì 16 domenica 18, domenica 25 luglio
Ex chiesa dei Cappuccini dalle ore 16 alle ore 19
LABORATORI
TEATRALI DEL FESTIVAL
Stages di Recitazione Improvvisazione, lettura critica e
allestimento scenico
con i
protagonisti degli spettacoli del Festival: Piero Nuti, Adriana Innocenti, Mario Acampa,
Silvia Barbero, Patrizia Pozzi
Con la partecipazione di Pierpaolo Fornaro e Girolamo
Angione
L’edizione 2010 delle Ferie di Augusto intende ampliare
e valorizzare il momento – strategico all’interno del Festival – degli stage-laboratorio dedicato a tutti
coloro che, giovani promesse dello spettacolo, studenti, insegnanti o semplici
spettatori appassionati, intendono conoscere in modo critico e consapevole
l’affascinante percorso che va dal testo al palcoscenico e che ruota intorno
alle figure dell’attore, del regista e del critico letterario e/o teatrale.
Per
questo, in quattro “appuntamenti chiave”, ciascuno collegato ad uno spettacolo
del Festival, si riuniscono tutti, i fruitori del laboratorio, l’attore o gli
attori protagonisti (da Adriana Innocenti a Piero Nuti a Mario Acampa, da
Silvia Barbero a Patrizia Pozzi), un regista e il Prof. Pierpaolo Fornaro,
docente universitario e profondo esegeta della cultura classica, per
ripercorrere tutti insieme e sperimentare concretamente le tappe fondamentali
del lavoro di allestimento che ha portato alla realizzazione dello spettacolo
che va in scena al termine del laboratorio stesso.
Questo
il calendario degli appuntamenti:
mercoledì
14 ore 16 – 19
L’APOLOGIA DELLA
DIFESA
Venerdì
16 ore 16 – 19
I PERSIANI TRA MITO
E STORIA
domenica
18 ore 16 - 19
LE FATICHE DEL
CONQUISTATORE
Domenica
25 luglio
I VOLTI DI ELETTRA
Lo stage si sviluppa con una valenza assolutamente
interdisciplinare: il critico che scompone il testo, i registi che allestiscono
gli spettacoli, gli attori professionisti che si calano nei personaggi, tutti
sono un tramite prioritario in questa visitazione dello spettacolo e di tutte
le sue forme dal di dentro. I partecipanti al laboratorio sono al tempo stesso
protagonisti e spettatori di tutto lo sviluppo dell’allestimento, vivendolo
come in un work in progess, fino allo spettacolo serale.
Concepito come ulteriore momento di
dialogo tra le arti, il Laboratorio è efficace e concreta riprova del rapporto sempre più
stretto e concreto che il Festival Ferie di Augusto intende stabilire con le
“nuove leve” del teatro attraverso la scuola e tutte le realtà giovanili in
senso lato.
Questo laboratorio non resta dunque limitato alla durata
del festival ma deve essere considerato come momento fondamentale per la
creazione di una effettiva sinergia tra teatro e scuola finalizzata a
realizzare, durante tutto l’anno nelle scuole del
Territorio Benese e della Provincia di Cuneo, una serie di incontri-spettacolo
- offerti a titolo completamente gratuito - con la
diretta partecipazione degli attori e dei registi che danno vita agli spettacoli del Festival e con il supporto di materiale
video registrato e/o di scene recitate dal vivo.
Dunque un progetto proiettato nel futuro per diventare laboratorio itinerante sul territorio cittadino e regionale che “metta in scena” non solo qualificati spettacoli di autori classici, ma anche e soprattutto tutto il processo di ricostruzione storica letteraria, civile e sociale necessario alla preparazione dell’allestimento
ASPETTI
ORGANIZZATIVI DEL FESTIVAL
Organizzazione
dell’iniziativa
L’Associazione
ha la piena e autonoma titolarità della Rassegna Ferie di Augusto e ne gestisce direttamente l’organizzazione
generale, la direzione artistica e le attività di promozione del pubblico e di
gestione degli spettacoli (permessi SIAE, borderò ecc.); inoltre, svolge in
proprio anche il controllo direttivo e il coordinamento delle funzioni tecniche
e amministrative.
Sul
piano più propriamente artistico, l’Associazione produce direttamente tre
spettacoli: una grande tragedia classica, I Persiani di Eschilo; e due proposte
spettacolari per loro stessa natura più aperte alla commistione
interdisciplinare: i Dialoghi con Leucò
di Cesare Pavese, progetto lungamente accarezzato di dar voce al capolavoro che
è mitica sublimazione della condizione esistenziale dell’uomo; e, soprattutto la proposta più originale ideata per questa
edizione del Festival, cioè la kermesse di due giorni aperta a tutti con orario
continuato dalla mattina alla notte intitolata Scavi in corso nel Museo, Archeo-matatona
teatral-letteraria nelle sale di Palazzo Lucerna di Rorà che proporrà un
vero e proprio caleidoscopio di eventi tra poesia, teatro, filosofia, arte e
archeologia, nel cortile, lungo gli scaloni e nelle sale del Museo
Archeologico, trasformati in tanti palcoscenici per in un vero e proprio
zibaldone di cultura classica.
Va sottolineato che un elemento di grande rilevanza
per la continuità organizzativa del Festival è anche la costante e fattiva
presenza dell’Amministrazione comunale, attraverso il Sindaco Lino Borra e
l’Assessore alla Cultura Alberto De Magistris, al fianco della Direzione e dei
suoi collaboratori, per le decisioni generali, per lo sviluppo del Festival e
anche per le soluzione logistiche e operative, dando una ulteriore garanzia di
efficienza e operatività continuativa. Ogni anno, infatti, il comune
di Bene Vagienna, grazie ad uno specifico stanziamento del suo Bilancio,
provvede ai servizi logistici, quali l’allacciamento elettrico e la
predisposizione dei servizi igienici, alla organizzazione dei parcheggi
nell’area del sito archeologico e a tutte le attività necessarie alla sicurezza
degli spettatori. Un notevole contributo a titolo volontario per la messa in
ordine di marcia del Teatro romano e l’allestimento dello spazio scenico è
fornito dalle locali sezioni della Protezione Civile e dell’Associazione
Alpini.
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE E PROMOZIONE
DEL PUBBLICO
Il fascino del sito
Come ampiamente
collaudato nel corso delle precedenti edizioni, l’attività di comunicazione e
promozione del Festival agisce sinergicamente sulla leva culturale e turistica
ed è elaborato nell'ottica dell'efficace valorizzazione di uno dei più
affascinanti siti archeologici del Piemonte. L’innegabile successo di una
pressoché unanime scoperta del sito da parte degli spettatori, sono già di per
sé garanzia dell’interesse e del gradimento con cui il pubblico accoglie questo
naturale connubio tra le vestigia del Teatro romano di Bene Vagienna e
spettacoli di classicità.
Analisi tipologica dei fruitori.
Le proposte si rivolgono al pubblico già aperto alla
fruizione teatrale ma l’intento comunicativo e l’efficacia divulgativa vanno
oltre questo confine, a “toccare” l’opinione e a risvegliare l’attenzione di
fasce d’utenza più ampie.
La collocazione
temporale estiva del Festival, permette di accogliere numerose e differenti
matrici di fruitori: la popolazione residente della Provincia di Cuneo; la
consueta forte fascia di spettatori colti che, dal triangolo Cuneo, Torino,
Genova, sono sempre alla ricerca di allettanti provocazioni culturali; il mondo
della Scuola di tutto il territorio, per la quale vengono preventivamente
promossi incontri informativi e preparatori agli spettacoli che mettono spesso
in scena - in un autentico sito romano - i testi studiati; i cultori dell’arte
classica latina e greca, ai quali raramente sono dedicate iniziative teatrali,
archeologiche di reale consistenza. A questo scopo una particolare attenzione
viene posta non solo alla promozione del pubblico ma anche alla sua
informazione e formazione per una fruizione consapevole dell’evento scenico.
Il percorso promozionale turistico e teatrale delle Istituzioni e degli
Enti coinvolti nella manifestazione, una capillare diffusione della notizie
attraverso canali già collaudati nel raggiungere ampi bacini di possibile
utenza e l’abbinamento promozionale con realtà culturali per l’operazione di
prevendita a numero chiuso dei posti disponibili, sono la garanzia di una buona
riuscita della iniziativa.
Attività
collaterali di sostegno e promozione della manifestazione sono:
- conferenze-stampa e incontri nelle scuole e nelle associazioni
culturali finalizzati nel corso dell’anno a informare sulle varie tappe del
progetto
- seminari promossi in collaborazione con l’Università di Torino
- mostra fotografica
sugli scavi e sui reperti museali del sito di Benevagienna, arricchita da
planimetrie e ricostruzioni grafiche del sito, che saranno oggetto di una
successiva produzione editoriale.
- realizzazione di un DVD sulla traccia dello spettacolo Testimone di
Vento, con riprese video e documentazioni museali, a cura di Ugo Gregoretti
- attività editoriale: pubblicazione monografica del periodico Viva il
teatro!, sul festival, materiale illustrativo dell’intero programma e dei
singoli eventi, programma on line.
Il piano pubblicitario.
Il
Festival viene istituzionalmente promosso mediante stampa e diffusione di
manifesti di vario formato, locandine e paline segnaletiche autostradali in
numero adeguato.
Il
Festival è dotato di un proprio logo. Sono inoltre previsti:
- Preventiva intensa opera di sensibilizzazione e di
avvicinamento alla cultura classica da effettuare mezzo posta per il coinvolgimento di tutte le risorse del
territorio, dal mondo della formazione, all’editoria piccola e media, alle
realtà aggregative, alle associazioni, alle attività commerciali.
-
Spedizione di
materiale informativo a tutte le scuole medie superiori tramite l’Ufficio
Scuole, che promuove per marzo aprile e maggio anche una serie di incontri
illustrativi e divulgativi sul festival e i singoli spettacoli nelle scuole con
registi, attori ed esperti.
-
Promozioni radiofoniche su scala regionale con coinvolgimento degli
artisti impegnati nel Festival.
-
Stampa e
divulgazione di opuscoli informativi del festival, arricchiti con notizie di
carattere enogastronomico e alberghiero rivolti la popolazione turistica
estiva, collegati alle promozioni di altri festival nazionali molto
frequentati, quale ad esempio Vignaledanza.
-
Stampa
di edizioni speciali del periodico illustrativo Viva il teatro!; stampa di tagliandi promozionali per le varie
proposte spettacolari e di approfondimento.
Collaborazioni organizzative e
promozionali.
Alla base dei piano
di comunicazione e pubblicità messo in atto dall’Associazione Piemonte D.M.T.,
in collaborazione con gli Enti locali, si pone la volontà di coinvolgimento di
tutte le risorse del territorio, dal mondo della formazione all’editoria piccola
e media, alle realtà aggregative, alle associazioni, alle attività commerciali.
Un
valido apporto promozionale e di comunicazione viene fornito anche dalla
collaborazione tra il Comune di Bene Vagienna e l’Associazione Terre dei
Savoia.
Grazie
ad un attento coinvolgimento degli operatori della comunicazione, alla scelta
mirata di un ufficio promozione, di un ufficio scuole e di un ufficio stampa,
l’opera di pubblicizzazione segue un duplice percorso: i tradizionali canali di
diffusione teatrale, e una nuova intensa opera di sensibilizzazione e di
avvicinamento alla cultura classica attraverso incontri e lezioni nelle scuole
e nelle biblioteche e nelle sale del Museo di Archeologia con attori e registi,
nonché la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive nelle quali
proporre le tematiche e gli spettacoli in modo informale.
Attività promozionale preventiva per
l’inclusione di nuove fasce di pubblico.
Sul piano di una più
ampia divulgazione preventiva dei contenuti culturali del festival, va detto
che a preparazione dell’evento estivo viene programmata e attuata un’attenta
opera di sensibilizzazione e di avvicinamento alla cultura classica col
coinvolgimento di tutte le risorse del territorio, dal mondo della formazione,
all’editoria piccola e media, alle realtà aggregative, alle associazioni, alle
attività commerciali; la diffusione di materiale informativo alle biblioteche e
a tutte le scuole medie e superiori tramite l’Ufficio Scuole, a integrazione
degli incontri con registi, attori ed esperti; un’attenzione specifica viene
riservata alla collaborazione con portali e siti internet a sfondo informativo,
culturale e commerciale per una sinergia di contatti e un costante
aggiornamento, grazie a una sorta di “diario di bordo” dell’attività.
In
conclusione, il consueto percorso promozionale messo in atto dalle Istituzioni
e dagli Enti coinvolti nella manifestazione si collega ad una capillare
diffusione della notizie all’interno dei numerosi bacini di possibile
fruizione; e l’abbinamento promozionale con tante differenti realtà culturali
viene poi finalizzata, nel momento topico in cui gli spettacoli del Festival
vanno in scena, attraverso una capillare operazione di prevendita a numero
chiuso dei posti disponibili, a garanzia di una buona riuscita di una
manifestazione che garantisce rigore culturale e prosecuzione nel tempo; nonché
una rivalutazione dei siti archeologici del Piemonte.
Il supporto del periodo
inverno-primavera nelle Scuole e nelle biblioteche.
Nel corso
dell’intero anno scolastico, infatti, il Festival promuove una serie di
incontri nelle scuole e presso le biblioteche e le associazioni culturali del
territorio e della Provincia, finalizzati a informare studenti e docenti sulle
varie tappe del progetto, con la possibilità di illustrare sia i programmi
realizzati e videoregistrati nelle edizioni precedenti, sia il programma
dell’edizione estiva 2010; sia le valenze del complesso archeologico scavato e
ancora da portare alla luce.
Quella
che il Festival realizza nel corso di tutto l’anno scolastico è dunque una
divulgazione culturale permanente, sviluppando nel bacino territoriale del Festival, una fitta
rete di incontri-spettacolo, laboratori e lezioni propedeutiche, rivolti a
insegnanti e studenti e alle loro famiglie, di informazione, commento e
promozione del festival e delle sue valenze. Partecipano a questi incontri gli
stessi attori e registi che danno vita agli spettacoli del Festival, con il
supporto di materiale video registrato e/o di scene recitate dal vivo. Gli incontri
prendono le mosse da una breve descrizione del sito, con video dimostrativo,
per spiegare come l’antico teatro romano torni a vivere e ad essere fruito
dagli spettatori di oggi, fornendo un’occasione unica per incontrare” la
cultura classica in modo totale” e al tempo stesso creare occasioni per
excursus nella letteratura e nel teatro classico, delle radici e del patrimonio
culturale del territorio. Grazie a Ferie di Augusto, infatti, il fascino e
l’originalità del sito archeologico rivive nei capolavori greci e romani, in
una affascinante simbiosi di suggestioni ambientali e culturali. La materia di
questi incontri, ricca di spunti curiosi, di potenzialità spettacolari si
presta ad essere veicolata con un linguaggio adatto a diverse tipologie di ascoltatori.
Questa attività comprova l’impegno del festival a ricercare e promuovere nuove
fasce di pubblico, per un reale coinvolgimento della collettività e per formare
un pubblico attento e preparato.
Altro aspetto che
viene sviluppato tra inverno e primavera è il coinvolgimento dei cultori
dell’arte classica latina e greca, ai quali raramente sono dedicate iniziative
teatrali, archeologiche di reale consistenza. A questo scopo una particolare
attenzione viene posta non solo alla promozione del pubblico ma anche alla sua
informazione e formazione per una fruizione consapevole dell’evento scenico; e
in particolare materiale informativo sul sito archeologico e sui reperti nel
Museo di Bene Vagienna con visite organizzate